Può sembrare assurdo, vero, ma anche l’ACQUA, così apparentemente innocua, crea dei problemi di INTOLLERANZA.

Il PRURITO ACQUAGENICO è un disturbo, riconosciuto da pochi anni, che consiste in CRISI DI PRURITO APPENA LA PELLE VIENE A CONTATTO CON L’ACQUA. Spesso non cambia molto se si tratta di acqua dolce o salata, e neppure la temperatura è un fattore che conta.

La sensazione di prurito somiglia ad una CONTINUA PUNTURA DI SPILLI ed interessa frequentemente gambe e braccia, ma può colpire tutto il corpo.
Il prurito si manifesta dopo una doccia o dopo un bagno; se la forma è particolarmente acuta, anche solo lavando le mani se ne possono avvertire i sintomi. Lo stesso vale per episodi di sudorazione eccessiva, figuriamoci un bagno in mare o in piscina.
Le crisi hanno una durata di una ventina di minuti in media e, tipicamente, iniziano ad attenuarsi appena la pelle non è più esposta all’aria.

NON È UNA PATOLOGIA GRAVE, certo, ma chi, come me, ne è schiavo, sa quanto invalidante essa possa essere.

Non si sa molto circa l’EZIOLOGIA di questa forma, sembra dovuta soprattutto ad una MASSIVA LIBERAZIONE DI ISTAMINA o DI ACETILCOLINA (ma certamente anche ad altri mediatori vasoattivi) e sembra di poter affermare che almeno in una parte dei casi vi possa essere una predisposizione familiare.
La DIAGNOSI di prurito acquagenico, soprattutto se di recente comparsa, è abbastanza difficile, in quanto bisogna escludere la presenza di una di POLICITEMIA VERA (ovvero un aumento del numero di globuli rossi nel sangue, relativamente frequente in corso di prurito acquagenico), di PATOLOGIE TIROIDEE, EPATICHE, RENALI, AUTOIMMUNITARIE, di FORME TUMORALI, di INTOLLERANZA AL LATTOSIO, di MALATTIE EMATOLOGICHE. Anche l’ASSUNZIONE DI FARMACI può indurre la comparsa del prurito acquagenico.

Se le cause sono poco note, anche le CURE lo sono. Rimedi efficaci non ce ne sono, almeno ad oggi, quindi ci si trova costretti a PREVENIRE IL PRURITO o a CERCARE DI ATTENUARE LA REAZIONE ALLERGICA.

COME?

Che ruolo può avere l’ALIMENTAZIONE?

Data la MASSIVA LIBERAZIONE DI MEDIATORI VASOATTIVI, si può ipotizzare anche un’ALTERATA PERMEABILITÀ INTESTINALE, come per altri tipi di allergie: la BARRIERA INTESTINALE, quindi, non svolge in maniera adeguata la propria funzione protettiva, comportando uno STATO INFIAMMATORIO SISTEMICO, IPER-REATTIVITÀ DEL SISTEMA IMMUNITARIO e SOVRACCARICO DEL SISTEMA NERVOSO (Una correlazione un po’ estrema ed azzardata, lo so, ma quest’anno per me è stato tragico e ho voluto provare tutte le strade possibili!!!)

Il TRATTAMENTO, quindi, consiste principalmente nella CORREZIONE DELLA DIETA a seguito della individuazione delle sostanze che provocano infiammazione: spesso si tratta di ridurre o eliminare alimenti contenenti GLUTINE, che viene riconosciuto come estraneo dal nostro Sistema Immunitario, come fosse parte di un batterio, e alcuni di noi, predisposti geneticamente, perdono questa battaglia sviluppando tutta una serie di malattie.
Tra gli altri può essere consigliata la riduzione/eliminazione di LATTICINI, SOIA, CEREALI RAFFINATI, ALCOOL.

OCCORRE SEMPRE E COMUNQUE EFFETTUARE UN’APPROFONDITA VALUTAZIONE DA CASO A CASO. Non smetterò mai di ribadirlo: CONTATTATE UNO SPECIALISTA DEL SETTORE (Nutrizionista, medico!)

RISULTATO?

Non ho certo risolto il problema, ma è DIVENTATO DAVVERO MOLTO PIÙ TOLLERABILE. Dopo circa una settimana di trattamento, infatti, non mi sono più svegliata con la sensazione perenne di bruciore della pelle (nonostante non avessi ancora toccato acqua), non ho più avuto paura di una doccia rilassante (dopo circa venti minuti di PRURITO MODERATO tutto è “miracolosamente” passato senza lasciare segni), non ho più avuto problemi nei cambi d’abito (anche il leggero sfregamento di una maglietta o di un jeans sulla pelle in precedenza avrebbe potuto darmi fastidio) o in qualsiasi gesto quotidiano che comportasse il contatto con la pelle (quasi tutto, quindi, soprattutto nella stagione calda).
E sono molto più tranquilla, anche nel rapporto con gli altri!

C’è da dire che FORTUNATAMENTE, come molti altri, la mia è una PATOLOGIA STAGIONALE, che si manifesta subito dopo l’estate (o quando termina una sessione di esposizione solare) e coincide con la perdita dell’abbronzatura, ma c’è chi ne soffre tutto l’anno.

Il mio consiglio è, dunque, di provare, CON L’AIUTO DI UN ESPERTO!!!

ALTRI RIMEDI:
– Inutile dare la colpa al BAGNOSCHIUMA; certo si potrebbero scegliere quelli meno aggressivi, ma per esperienza vi dico che li ho provati TUTTI e nessuno ha mai “funzionato”.
– Di solito, si consiglia un primo trattamento a base di FARMACI ANTISTAMINICI, specifici per alleviare i sintomi delle allergie in generale, da assumere almeno un’ora prima di avere un contatto diretto con l’acqua.
– Alcune soluzioni saline, per esempio SOLUZIONI DI BICARBONATO DI SODIO, possono ridurre l’intensità delle crisi di prurito, che difatti risultano meno frequenti a contatto con l’acqua di mare.
– Per alleviare il prurito è indicata anche l’ESPOSIZIONE A RAGGI UVB e l’APPLICAZIONE DI CREME a base di sostanze in grado di disattivare le terminazioni nervose responsabili del disturbo, per esempio la CAPSICINA contenuta nel peperoncino.
– Altri segnalano una riduzione o addirittura scomparsa del prurito, se la parte finale della doccia viene effettuata con acqua fredda e se poi ci si asciuga con un phon o tamponando con un telo (BEATI LORO!).

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