L’allergia alle arachidi è scatenata dalla reazione dell’organismo contro due proteine in esse contenute, la proteina Ara h2 e l’Ara h1, che provoca reazioni più gravi.

I sintomi più comuni sono orticaria, asma e disturbi gastrointestinali. Tuttavia, è una reazione immuno-mediata, e come tale può anche scatenare una vera e propria reazione anafilattica che, se non diagnosticata e moderata farmacologicamente, può portare allo shock anafilattico e, raramente, alla morte.

È vero che in Italia l’allergia alle arachidi non crea un disagio nutrizionale significativo dato che la dieta  mediterranea non le prevede quasi in alcun periodo dell’anno, ma chi ha sperimentato lo shock anafilattico a causa di essa, diffida di qualunque piatto gli venga offerto.

È in sperimentazione la produzione di arachidi OGM, prive delle due proteine responsabili dell’allergia alimentare, che potrebbe sicuramente migliorare la vita del soggetto allergico.

Nel frattempo, un recente studio, ha sperimentato la capacità di un cerotto cutaneo di ridurre la sensibilità alle arachidi in bambini ed adulti. Il concetto di funzionamento è quello dell’immunoterapia: vengono rilasciate, ad un dosaggio prestabilito, le due proteine contenute nelle arachidi che scatenano le reazioni allergiche, in modo che il sistema immunitario si abitui all’elemento di disturbo. In questo modo le persone diventano meno sensibili al fattore scatenante.

Questo cerotto sembra essere più efficace e sicuro delle pillole che sono già state testate e che agiscono con il medesimo meccanismo. Bisogna aspettare i risultati del trial di fase 3 e le successive tappe procedurali fino all’approvazione definitiva degli enti regolatori, per sapere se potrà effettivamente essere messo in commercio.

La strada, quindi, è ancora lunga, ma gli esperimenti sembrano ottenere buoni risultati.

I ricercatori dell’Icahn School of Medicine di Mount Sinai a New York hanno reclutato 221 pazienti allergici alle arachidi di età compresa tra i 6 e i 55 anni.

L’efficacia del cerotto con 50, 100 o 250 milligrammi di proteine allergeniche è stata confrontata con quella di un placebo per 12 mesi.

Alla fine degli studi, i pazienti che avevano applicato il cerotto con la dose più alta di agente, 250mg di proteine, avevano avuto i benefici maggiori, riuscendo a tollerare senza disturbi una quantità di proteine dieci volte superiore a quella sopportata prima del trial, in confronto alle persone trattate con il placebo.

Nel frattempo, sarà bene seguire le ultime linee guida sull’assunzione delle arachidi e, per i soggetti a rischio, sarà anche meglio avere sempre a disposizione, per ogni evenienza, l’adrenalina pronta all’uso!

 

Dott.ssa Laura Masillo

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

  • Efficacy and safety of high-dose peanut oral immunotherapy with factor predicting outcome.

Anagnostou K, Clark A, King Y, et al.

  • Capacity of purified peanut allergens to induce degranulation in a functional in vitro assay.

Blanc F, Adel-Patient K, Drumare M-F, et al.

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