La dispepsia, meglio nota come “digestione lenta” è un disturbo molto diffuso, di cui soffrono circa il 40% degli italiani in forma cronica, anche se quasi tutti gli individui, nel corso della loro vita, hanno avuto uno o più episodi di dispepsia.

È, purtroppo, un problema in forte aumento nei paesi industrializzati, indice di un fenomeno strettamente correlato alle abitudini alimentari e dietetiche odierne.

La digestione avviene in modo doloroso e/o fastidioso.

Esistono tre tipi diversi di dispepsia:

  • DISPEPSIA ORGANICA: provoca problemi digestivi a causa della carenza di enzimi necessari. Questo tipo di dispepsia è dovuta a varie cause. Tra le principali:

Gastrite un’infiammazione della mucosa gastrica causata dal batterio responsabile della maggior parte delle ulcere gastriche, l’Helicobacter pylori, ma anche a traumi, uso regolare di certi antinfiammatori, assunzione elevata di alcol;

Esofagite, di cui la principale causa è il reflusso gastroesofageo;

Duodenite, una ferita aperta che si sviluppa sul rivestimento interno dello stomaco o del piccolo intestino, spesso dovuta a Helicobacter pylori;

Sindrome del colon irritabile, un disordine della funzione intestinale con dolore addominale in relazione a cambiamenti dell’alvo (in senso stitico o diarroico), con alterata defecazione o meteorismo, dovuto probabilmente ad un colon o intestino crasso particolarmente sensibile o reattivo a determinati alimenti e allo stress;

Pancreatite, un’infiammazione generica del pancreas dovuta all’attivazione precoce degli enzimi digestivi pancreatici nella ghiandola;

Neoplasie del tubo digerente, che includono tumori all’esofago, stomaco, intestino, fegato e pancreas.

Tra i fattori di rischio: cibi sotto sale, alimentazione povera di fibre, tabacco e alcol, fattori genetici, epatiti, cirrosi.

 

  • DISPEPSIA FUNZIONALE: dovuta a problemi meccanici dell’apparato digerente come:

Ulcera gastrica, un’erosione, più o meno profonda, del rivestimento interno dello stomaco

Reflusso gastroesofageo, un disturbo dell’esofago in cui parte del cibo ingerito torna indietro se la valvola presente tra esofago e stomaco non funziona bene, ovvero si apre quando non dovrebbe. Si ha, quindi, la risalita nell’esofago di materiale acido proveniente dallo stomaco.

 

  • DISPEPSIA ISTERICA: legata più che altro a disturbi emotivi, stile di vita scorretto, con abuso di alcol e fumo, stress, anoressia, intolleranza e/o allergie, alimenti difficili da digerire.

 

I SINTOMI della dispepsia sono vari e davvero fastidiosi, creano un malessere generale:

– senso di acidità accompagnato spesso da una tensione gastrica con sensazione di pesantezza anche a stomaco quasi vuoto,

– eruttazioni acide,

– presenza di aria nello stomaco,

digestione difficile, lenta e dolorosa,

nausea e vomito,

perdita di appetito,

precordialgia, la comparsa di dolori in sede cardiaca causano vere e proprie aritmie, per lo più di carattere benigno,

fame d’aria, una sensazione che si manifesta in seguito ad un respiro affannoso

stati d’ansia.

 

QUALI SONO I RIMEDI?

In primo luogo, bisogna capire quali siano le cause scatenanti. In base all’esame della storia clinica di ciascun paziente, il medico può prescrivere procinetici che stimolano la funzione motoria intestinale, ansiolitici se il disturbo è di origine psicosomatica, antiacidi che aiutano a sopportare l’acidità. Nelle forme ansiose maligne o più complicate un valido aiuto è offerto sicuramente dalla psicoterapia.

 

La DIETA per la dispepsia è un fattore molto importante, ma i suggerimenti generali sono poco specifici, ecco perché il primo consiglio è certamente quello di contattare uno specialista!

In generale, se la dispepsia è dovuta a cattive abitudini alimentari, come ad esempio masticare poco il cibo o troppo in fretta, è necessario intervenire sui comportamenti errati, mangiando più lentamente, consumando i pasti seduti e ingoiando pezzi piccoli piuttosto che bocconi intatti.

Può sicuramente aiutare NON bere eccessivamente durante i pasti e NON mangiare “a secco”: sono sufficienti 1-2 bicchieri a pasto.

Bisognerebbe frazionare la dieta in almeno 5-6 pasti al giorno, dei quali il più abbondante dev’essere il pranzo, e ripartire le calorie in maniera equilibrata. Assume molta importanza la razione dei grassi, che dovrebbero essere il 25% delle calorie consumate.

Possiamo dunque consumare latte/yogurt parzialmente o totalmente scremato, pochissimi formaggi, carni e pesci magri, un paio di uova intere alla settimana, non oltre 10g di frutta secca al giorno e condire ogni piatto con SOLO 1 cucchiaino d’olio

Da prediligere tra i metodi di cottura leggeri la bollitura, la cottura a vapore, il sottovuoto, e la vasocottura, ovvero la cottura nei vasi/vasetti (un procedimento molto simile a quello che si fa per la marmellata).

Se la dispepsia è complicata da un’intolleranza o un’allergia alimentare, la prima regola è eliminare tutti i fattori responsabili delle reazioni avverse. I più frequenti sono il lattosio per l’intolleranza al lattosio e il glutine per la celiachia.

 

COSA EVITARE?

Pasti e porzioni abbondanti, digiuni, mangiare prima di coricarsi o mangiare abbondantemente prima di restare fermi (seduti o sdraiati). Cibi irritanti come peperoncino, pepe, aglio e cipolla, zenzero, rafano, wasabi, alcolici in eccesso, bevande e cibi contenenti xantine (caffè, tè soprattutto fermentato, cacao, cioccolato, energy drink), bevande acide e/o gassate (cola, gassosa, aranciata).

Da evitare anche condimenti eccessivi, soprattutto di scarso valore nutrizionale: margarine, olio di palma o di palmisto, altri oli vegetali idrogenati o bifrazionati, strutto, grasso di colatura della carne ecc. Alimenti grassi, soprattutto di scarso valore nutrizionale: mascarpone, panna, salumi, carne da fast food, fritti, snack, dolciumi ecc.

Meglio evitare anche i cibi che intervengono negativamente sul trofismo dello sfintere esofageo inferiore: ad esempio la menta, il cacao ecc. ee i metodi di cottura pesanti (frittura, stufatura)

 

Un consiglio per voi…

Alcune piante sono in grado di migliorare i sintomi della dispepsia o di agire positivamente sul meccanismo d’azione.

Ad esempio, assumere liquirizia venti minuti prima dei pasti può facilitare la digestione, così come la genziana, la camomilla e la calendula che stimolano le funzioni digestive e riducono il tempo di svuotamento dello stomaco.

 

Dott.ssa Laura Masillo

Biologa Nutrizionista

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