Il personal trainer ci scrive:

“Il jogging è una disciplina diffusa e conosciuta da tutti. Dietro la semplice corsa si celano aspetti tecnici che spesso vengono sottovalutati. È semplice mettere ai piedi un paio di scarpette da ginnastica per contrastare la sedentarietà quotidiana, ma a volte non sono giusti i presupposti che si hanno per cominciare.

Secondo i dati Istat del 2015 i podisti occupano la quarta posizione nella graduatoria tra i praticanti degli sport “fai da te”. Sono oltre 1 milione 650 mila le persone che si dedicano al  jogging, attività sportive solitamente non strutturate e svolte in totale autonomia nei parchi, in città, nei boschi o sulla spiaggia e quindi al di fuori dei classici impianti sportivi ( fonte istat : La Pratica Sportiva in Italia )

Sembra così semplice come attività, ma per l’aspirante runner è davvero importante informarsi sul come approcciarsi alla disciplina; innumerevoli sono le variabili che possono tramutarla da benefica ad estremamente traumatica.

Le scarpe, ad esempio, rappresentano il primo grande enigma.

Una calzatura di qualità fa sicuramente la differenza, soprattutto nei principianti. L’impatto del piede al suolo, l’ergonomia della corsa la meccanica del gesto tecnico; il piede ha bisogno di sostegno e stabilità durante il movimento. Una scarpa di scarsa qualità possiede una gomma che resiste male e perde dopo pochi passi le proprietà meccaniche.

La suola troppo morbida non dà il giusto sostegno alla pianta, quella troppo rigida non dà la possibilità al piede di poter produrre propulsione nella fase di spinta.

La tomaia, componente fondamentale, evita al piede di collassare nelle varie direzioni e quindi previene e protegge dagli infortuni.

L’aspetto tecnico più rivelante, invece, riguarda la tecnica di corsa.

È vero: stiamo parlando di un gesto davvero naturale, ma quante volte sentiamo di persone che hanno dovuto sospendere l’attività per i vari problemi alle caviglie, alle ginocchia, all’anca o addirittura alle spalle (meccanica respiratoria)?

Nella mia esperienza, innumerevoli sono le volte in cui ho dovuto recuperare praticanti per via dei problemi su indicati.

Come affrontare i punti di cui sopra?

Prima di acquistare le scarpe, molto utile è un esame baropodometrico.

Oggi i più grandi rivenditori di articoli sportivi sono attrezzati per un test rapido e preciso del piede o almeno hanno avuto la formazione per poter consigliare una scarpa adatta all’appoggio, ma nulla sostituisce un tecnico abilitato con un esame strumentale preciso e professionale, cosa che consiglio sempre!

Passiamo alle proprietà fisiologiche della corsa.

La necessità di fare jogging nasce sicuramente dal parere comune che un’attività di bassa intensità protratta nel tempo aiuti a “bruciare grassi” e a “guadagnare fiato”. Non è propriamente del tutto vero!

Semplificando il concetto, la corsa causa aumento del battito cardiaco e la della gittata sistolica al minuto.

Comunemente si pensa che i primi 20 minuti di attività hanno la funzione di bruciare carboidrati per poi passare il testimone ai grassi, ma le gerarchie non sono proprie queste o almeno non completamente.

Consideriamo due soggetti completamente diversi tra loro, ma entrambi 40enni che hanno deciso di iniziare a correre. Il primo è alto 1.75mt, pesa 90 kg ed ha un girovita di 90 cm, il secondo invece è alto 1,75 mt, pesa 110 kg e ha un girovita di 110 cm. Entrambi i soggetti faticheranno all’inizio della disciplina.

Ma chi dei due avrà maggiori difficoltà?

Il secondo. Ma per quali motivi?

  1. Ha più peso da trasportare con sé e il battito cardiaco aumenta subito.
  2. Le resistenze periferiche e le rigidità capillari sono maggiori;
  3. Non riesce a mantenere lo stesso ritmo per tutto il tempo;
  4. Non utilizza un regime di allenamento adatto a sviluppare efficienza cardiocircolatoria

Parliamo di un concetto che riguarda lo sport in generale. Utilizzando una miscela di sistemi energetici e di energia, se l’atleta non è allenato, consuma zuccheri e non grassi anche a bassa intensità, mentre l’atleta  lavora meglio nel risparmio del glicogeno e brucia maggiormente gli acidi grassi.

Pochi e semplici sono i suggerimenti:

  1. Una tantum consultate un personal trainer che vi aiuterà ad allenarvi meglio e a prevenire gli infortuni.
  2. Variate il vostro allenamento di intensità e densità.
  3. Inserito nella vostra routine, l’allenamento con i pesi, se eseguito con tecnica corretta, diventa addirittura terapeutico.

BUON ALLENAMENTO. ”

Vito Altieri, Personal Trainer

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